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Il Codice d'Obbedienza nella sistemica crearmonica

La psicologia e le discipline sistemiche hanno dato contributi fondamentali alla comprensione dei condizionamenti familiari.

Eric Berne, fondatore dell'Analisi Transazionale, ha descritto il copione di vita come quell'insieme di decisioni inconsce che il bambino costruisce molto presto e che tendono a orientare la sua esistenza.

Il lavoro sistemico e transgenerazionale — reso noto al grande pubblico anche attraverso le Costellazioni Familiari di Bert Hellinger — ha evidenziato il ruolo delle fedeltà familiari e come un figlio possa rimanere profondamente legato al proprio sistema, anche quando questa fedeltà comporta sofferenza o rinunce.

La Sistemica Crearmonica evidenzia un ulteriore livello di osservazione.

Oltre alle convinzioni inconsce e alle lealtà familiari, c’è da prendere in considerazione anche il ruolo che il bambino occupa all'interno della propria famiglia, assumendo inconsapevolmente una funzione “atipica” e silenziosa che va ben oltre quella specifica del ruolo stesso.

Ogni ruolo, infatti, oltre alla funzione che gli è propria, può essere investito di una funzione ulteriore, silenziosa e inconsapevole. È proprio questa funzione aggiuntiva a trasmettere un insieme di informazioni, aspettative, permessi, divieti e modalità relazionali che il bambino assorbe spontaneamente, senza che nessuno debba necessariamente esprimerli a parole. È questo che la sistemica crearmonica definisce Codice d'Obbedienza: il comando implicito contenuto nella funzione che il sistema attribuisce al ruolo occupato dal bambino.

Rintracciarlo, scoprirlo e comprenderlo aggiunge una sfumatura al lavoro sistemico in generale, che aiuta a comprendere ancora più profondamente tutte le dinamiche condizionanti della persona.

Così, a seconda dei casi può succedere che:

• il fratello maggiore deve farsi carico di tutti; 

• il figlio unico non può deludere; 

• il "cocco" di mamma non deve allontanarsi; 

• il capro espiatorio deve abbassare il capo. 

È importante comprendere, però, che tutto questo è assolutamente inconscio e non nasce dalla volontà genitoriale di fare del male ai figli. Senza averne consapevolezza, è un fatto sistemico che ogni famiglia cerchi quell’equilibrio indispensabile per la sopravvivenza del gruppo.

Il problema è che il sistema tende a conservare gli equilibri che lo hanno aiutato a sopravvivere. Anche quando la vita cambia, quei meccanismi continuano ad agire. Così ciò che un tempo può aver protetto o addirittura salvato la famiglia finisce per diventare un limite e una fonte di sofferenza.

Riconoscere il proprio Codice d'Obbedienza significa fare un passo importante e ulteriore nella comprensione degli schemi condizionanti: non solo comprendere ciò a cui siamo rimasti fedeli o il copione che stiamo ripetendo, ma riconoscere anche il comando inconscio nascosto nel ruolo che ci hanno fatto assumere e che, come un cavallo di Troia, è entrato silenziosamente dentro di noi, continuando ad agire dall'interno, restando ben nascosto alla nostra vista.

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Alba Sali20 luglio 2026