Una delle intuizioni da cui nasce questo intensivo comincia con 3I/ATLAS, un oggetto proveniente dallo spazio interstellare che nel 2025 entra nel nostro campo di osservazione attraversando il Sistema Solare.
Un viaggiatore che arriva da lontano.
Un oggetto che per milioni di anni ha attraversato lo spazio, incontrando campi, sistemi, materia, ambienti cosmici sconosciuti e che, a un certo punto del suo lunghissimo viaggio, attraversa anche il nostro Sistema Solare.
Questo è accaduto.
Ed è proprio da ciò che è accaduto che sono nate le domande.
Che cosa porta con sé qualcosa che arriva da così lontano?
E che cosa accade quando qualcosa che proviene da fuori entra in un sistema?
Esiste un'ipotesi scientifica affascinante chiamata panspermia: l'ipotesi che la vita, alcune sue forme elementari o alcuni dei suoi precursori possano viaggiare attraverso lo spazio trasportati da comete, meteoriti o altri corpi celesti e, incontrando condizioni favorevoli, contribuire alla diffusione della vita.
È un'immagine straordinaria:
qualcosa viaggia, attraversa mondi e può diventare portatore di qualcosa che altrove ancora non c'era.
Da qui comincia la mia riflessione.
Non più sulla panspermia biologica, ma su quella che ho cominciato a chiamare:
PANSPERMIA SIMBOLICA DEL NUOVO
Noi stessi siamo sistemi che ricevono, elaborano e trasmettono continuamente informazioni.
Ogni incontro modifica un campo di relazioni.
Ogni elemento che entra in un sistema interagisce con ciò che trova e, nello stesso tempo, introduce la propria presenza dentro quel sistema.
E allora ho cominciato a guardare diversamente anche gli antichi viaggiatori cosmici: le comete che attraversano il nostro cielo da tempi remotissimi, gli asteroidi, i meteoriti e, più recentemente, i rarissimi visitatori interstellari che abbiamo imparato a riconoscere, come ʻOumuamua e 3I/ATLAS.
Corpi celesti che arrivano da lontano, talvolta da immensamente lontano, attraversano regioni diverse dello spazio, incontrano ambienti e sistemi differenti e infine entrano anche nel nostro.
Attraversano. Incontrano. Interagiscono. Portano con sé la storia del proprio viaggio e, passando, lasciano tracce del proprio passaggio.
Da qui nasce una possibilità che non propongo come una conclusione scientifica, ma come una domanda da esplorare:
e se potessimo pensare anche a una panspermia dell'informazione?
Un oggetto proveniente da un altro sistema stellare attraversa per milioni di anni regioni differenti dello spazio e infine entra nel nostro Sistema Solare.
Che cosa incontra?
Che cosa raccoglie?
Che cosa scambia?
Che cosa lascia?
E soprattutto:
che cosa accade a un sistema quando qualcosa che non gli apparteneva entra improvvisamente nel suo campo?
È qui che 3I/ATLAS, per me, smette di essere soltanto un oggetto astronomico e diventa anche un'immagine del nuovo.
Qualcosa arriva da fuori.
Entra in un sistema già organizzato.
Lo attraversa.
E da quel momento quel sistema contiene anche l'esperienza di quell'incontro.
Forse possiamo pensare il nuovo proprio così.
Non necessariamente come qualcosa che nasce dentro ciò che già conosciamo, ma come qualcosa che entra nel conosciuto e ne modifica le possibilità.
Un'informazione.
Una domanda.
Una scoperta.
Un'esperienza.
Una nuova possibilità di percepire.
Qualcosa che fino a quel momento non apparteneva alla nostra rappresentazione della realtà e che, una volta entrato nel campo, non può più essere completamente ignorato.
È da questa immagine che ho cominciato a osservare in modo diverso ciò che contemporaneamente stava accadendo intorno a noi.
Nel cielo.
Nel rapporto dell'umanità con gli UAP e con ciò che ancora non sappiamo spiegare.
Nelle domande sempre più profonde intorno alla Coscienza.
Nelle esperienze che sembrano oltrepassare i confini ordinari della percezione.
Ma anche molto più vicino a noi:
nelle famiglie, nelle relazioni, nei destini personali.
Perché mentre qualcosa di nuovo sembra premere per entrare nel nostro campo, contemporaneamente qualcosa di vecchio sembra non riuscire più a reggere.
Ed è qui che la panspermia simbolica diventa una delle porte di questo intensivo.
Forse il nuovo non arriva necessariamente per consegnarci delle risposte.
Forse arriva per introdurre nel nostro campo possibilità che prima non potevamo nemmeno immaginare.
Forse arriva per fecondare ciò che ancora non sappiamo.