Contenuti

  • Come nasce questo intensivo
  • Panspermia simbolica del nuovo
  • Costellazioni crearmoniche e da matrix alla coscienza
  • Ferite frequenza risveglio coscienza
  • Quaresima - luna calante - ritirarsi...
  • Dove ci spingeremo
  • Contattami per maggiori informazioni!
  • Contattami

    Da Matrix alla Coscienza: intensivo di 6 giorni oltre la realtà conosciuta

    dal 22 al 27 febbraio. Ritiro in Umbria

    • Da Matrix alla Coscienza: intensivo di 6 giorni oltre la realtà conosciuta

    E se per vedere di più dovessimo cominciare da ciò che ci impedisce di vedere?

    Intensivo esperienziale in presenza
    22–27 febbraio 2027 · Umbria
    Non sarà un seminario in cui ti racconterò che cosa esiste oltre la realtà conosciuta.
    Proveremo insieme a creare le condizioni per scoprire quanto della realtà siamo realmente capaci di percepire.

    E se la realtà che conosci
    fosse soltanto quella che hai imparato a vedere?

    E se ciò che chiami realtà fosse il risultato di una matrice attraverso cui guardi, interpreti, riconosci e organizzi il mondo?

    Non si tratta di credere che esista qualcos’altro.

    Si tratta di cominciare a scoprire quanto di ciò che credi reale dipende da ciò che sei in grado di percepire.

    Per sei giorni entreremo dentro questa domanda.

    Non per trovare nuove risposte da aggiungere a quelle che già possediamo.

    Ma per provare ad andare oltre la realtà conosciuta.

    Come nasce questo intensivo

    Forse questo seminario ha cominciato a nascere guardando il cielo.

    Da qualcosa che arriva da lontano, attraversa il nostro sistema solare e porta con sé materia, interrogativi, possibilità.

    3I/ATLAS.

    Un oggetto interstellare che viene da altrove e che, indipendentemente dalle interpretazioni che gli attribuiamo, porta con sé un'immagine potente:

    qualcosa di nuovo entra nel nostro campo.

    E forse è proprio questa l'immagine che meglio racconta il tempo che stiamo attraversando.

    Il cielo sembra restituirci nuove domande.
    Il tema degli UAP e delle possibili intelligenze non umane sta progressivamente uscendo dai margini della cultura.
    Cinema, informazione, testimonianze, ricerca e divulgazione stanno aprendo scenari che fino a pochi anni fa sarebbero stati confinati quasi esclusivamente alla fantascienza.

    E contemporaneamente qualcosa accade anche molto più vicino.

    Nelle famiglie. Nelle relazioni. Nelle nostre vite.

    Vecchi equilibri sembrano non reggere più.
    Modelli che ci hanno accompagnato per generazioni mostrano le loro crepe.
    Ciò che prima bastava a spiegare il mondo, qualche volta non basta più.

    Come se il nuovo stesse premendo sul conosciuto.

    Da Matrix alla Coscienza nasce qui.

    Nasce da anni di lavoro con il campo e con ciò che non è immediatamente visibile.

    Nasce da intuizioni, puntualizzazioni, esperienze.

    Nasce da coincidenze e connessioni che, una dopo l'altra, hanno cominciato a comporre una mappa.

    Nasce soprattutto dalla disponibilità a non sapere già dove debba portarci una domanda.

    Perché forse qualcosa di nuovo non può essere incontrato continuando a guardare soltanto attraverso ciò che già conosciamo.

    Panspermia simbolica del nuovo

    Una delle intuizioni da cui nasce questo intensivo comincia con 3I/ATLAS, un oggetto proveniente dallo spazio interstellare che nel 2025 entra nel nostro campo di osservazione attraversando il Sistema Solare.

    Un viaggiatore che arriva da lontano.

    Un oggetto che per milioni di anni ha attraversato lo spazio, incontrando campi, sistemi, materia, ambienti cosmici sconosciuti e che, a un certo punto del suo lunghissimo viaggio, attraversa anche il nostro Sistema Solare.

    Questo è accaduto.

    Ed è proprio da ciò che è accaduto che sono nate le domande.

    Che cosa porta con sé qualcosa che arriva da così lontano?

    E che cosa accade quando qualcosa che proviene da fuori entra in un sistema?

    Esiste un'ipotesi scientifica affascinante chiamata panspermia: l'ipotesi che la vita, alcune sue forme elementari o alcuni dei suoi precursori possano viaggiare attraverso lo spazio trasportati da comete, meteoriti o altri corpi celesti e, incontrando condizioni favorevoli, contribuire alla diffusione della vita.

    È un'immagine straordinaria:

    qualcosa viaggia, attraversa mondi e può diventare portatore di qualcosa che altrove ancora non c'era.

    Da qui comincia la mia riflessione.

    Non più sulla panspermia biologica, ma su quella che ho cominciato a chiamare:

    PANSPERMIA SIMBOLICA DEL NUOVO

    Noi stessi siamo sistemi che ricevono, elaborano e trasmettono continuamente informazioni.

    Ogni incontro modifica un campo di relazioni.

    Ogni elemento che entra in un sistema interagisce con ciò che trova e, nello stesso tempo, introduce la propria presenza dentro quel sistema.

    E allora ho cominciato a guardare diversamente anche gli antichi viaggiatori cosmici: le comete che attraversano il nostro cielo da tempi remotissimi, gli asteroidi, i meteoriti e, più recentemente, i rarissimi visitatori interstellari che abbiamo imparato a riconoscere, come ʻOumuamua e 3I/ATLAS.

    Corpi celesti che arrivano da lontano, talvolta da immensamente lontano, attraversano regioni diverse dello spazio, incontrano ambienti e sistemi differenti e infine entrano anche nel nostro.

    Attraversano. Incontrano. Interagiscono. Portano con sé la storia del proprio viaggio e, passando, lasciano tracce del proprio passaggio.

    Da qui nasce una possibilità che non propongo come una conclusione scientifica, ma come una domanda da esplorare:

    e se potessimo pensare anche a una panspermia dell'informazione?

    Un oggetto proveniente da un altro sistema stellare attraversa per milioni di anni regioni differenti dello spazio e infine entra nel nostro Sistema Solare.

    Che cosa incontra?

    Che cosa raccoglie?

    Che cosa scambia?

    Che cosa lascia?

    E soprattutto:

    che cosa accade a un sistema quando qualcosa che non gli apparteneva entra improvvisamente nel suo campo?

    È qui che 3I/ATLAS, per me, smette di essere soltanto un oggetto astronomico e diventa anche un'immagine del nuovo.

    Qualcosa arriva da fuori.

    Entra in un sistema già organizzato.

    Lo attraversa.

    E da quel momento quel sistema contiene anche l'esperienza di quell'incontro.

    Forse possiamo pensare il nuovo proprio così.

    Non necessariamente come qualcosa che nasce dentro ciò che già conosciamo, ma come qualcosa che entra nel conosciuto e ne modifica le possibilità.

    Un'informazione.

    Una domanda.

    Una scoperta.

    Un'esperienza.

    Una nuova possibilità di percepire.

    Qualcosa che fino a quel momento non apparteneva alla nostra rappresentazione della realtà e che, una volta entrato nel campo, non può più essere completamente ignorato.

    È da questa immagine che ho cominciato a osservare in modo diverso ciò che contemporaneamente stava accadendo intorno a noi.

    Nel cielo.

    Nel rapporto dell'umanità con gli UAP e con ciò che ancora non sappiamo spiegare.

    Nelle domande sempre più profonde intorno alla Coscienza.

    Nelle esperienze che sembrano oltrepassare i confini ordinari della percezione.

    Ma anche molto più vicino a noi:

    nelle famiglie, nelle relazioni, nei destini personali.

    Perché mentre qualcosa di nuovo sembra premere per entrare nel nostro campo, contemporaneamente qualcosa di vecchio sembra non riuscire più a reggere.

    Ed è qui che la panspermia simbolica diventa una delle porte di questo intensivo.

    Forse il nuovo non arriva necessariamente per consegnarci delle risposte.

    Forse arriva per introdurre nel nostro campo possibilità che prima non potevamo nemmeno immaginare.

    Forse arriva per fecondare ciò che ancora non sappiamo.

    Costellazioni Crearmoniche e Da Matrix alla Coscienza

    Cosa c'entra tutto questo con il mondo crearmonico?
    Forse molto più di quanto possa sembrare.

    Perché il mondo Crearmonico nasce proprio dall'incontro con ciò che non vediamo ma che continua ad agire nel visibile.

    Lo incontriamo nelle Costellazioni Familiari, nel lavoro con gli antenati, nelle memorie e nelle fedeltà invisibili, nei destini che si ripetono.

    E soprattutto lo incontriamo nel campo, quando durante una Costellazione emergono percezioni, movimenti e informazioni che non erano conosciuti razionalmente da chi sta rappresentando.

    Da molti anni il mio lavoro si svolge quindi sulla soglia tra visibile e invisibile.

    Con le Costellazioni Familiari Crearmoniche questa esplorazione si è progressivamente ampliata:

    non soltanto da dove vengo?

    Ma:

    che cosa continua ad agire attraverso di me?

    Quanto di ciò che credo di essere è veramente me?

    E quanto di ciò che vedo dipende dalla matrice attraverso cui ho imparato a guardare?

    GUARIRE PER POTER VEDERE

    Possiamo interessarci agli UAP, alle esperienze di contatto, alla percezione extrasensoriale, alla coscienza, ai fenomeni anomali e a tutto ciò che sembra oltrepassare la realtà ordinaria.

    Ma prima viene una domanda:

    con quali occhi stiamo guardando?

    Non esploriamo l'ignoto da un luogo neutro.

    Guardiamo attraverso la nostra storia, le nostre paure, le ferite, gli antenati, le memorie e i programmi attraverso i quali abbiamo imparato a interpretare la realtà.

    Per questo, nel Metodo Crearmonico, guarire non significa soltanto stare meglio.

    Significa liberarci progressivamente da ciò che continua a sovrapporsi a ciò che siamo.

    GUARIRE PER ATTRAVERSARE I PORTALI

    Qui ritroviamo il lavoro con gli antenati, le Costellazioni Familiari Crearmoniche e l'Artigianato della Linea del Tempo: passato, presente e futuro non come compartimenti separati, ma come dimensioni con le quali possiamo entrare in relazione e lavorare.

    Perché un Portale non serve semplicemente a portarci da un punto a un altro.

    Ci chiede di trasformarci per poterlo attraversare.

    E trasformarsi significa anche guarire, integrare, liberare energia rimasta impegnata nel passato.

    È questo che, nel linguaggio Crearmonico, significa anche alzare la propria vibrazione.

    Non diventare artificialmente più spirituali.

    Ma diventare progressivamente più liberi da ciò che ci impedisce di essere pienamente ciò che siamo.

    E forse è proprio questo il risveglio:

    non acquisire qualcosa che ancora non abbiamo, ma togliere ciò che ci impedisce di riconoscere ciò che siamo già.

    Rivedersi.
    Ritornare a se stessi.
    Ritornare al Sacro.
    Ritornare al Divino.

    Da Matrix alla Coscienza significa allora anche questo:

    guarire abbastanza da poter vedere oltre ciò che abbiamo imparato a vedere.

    Ferite Frequenza Risveglio Coscienza

    C'è un passaggio fondamentale di cui prendere assolutamente atto:

    non possiamo risvegliarci continuando a reagire dalle nostre ferite e dai programmi transgenerazionali che agiscono attraverso di noi.

    Non tutto ciò che ci muove comincia con noi.

    Ci sono ferite personali, ma ci sono anche irretimenti, fedeltà invisibili, patti infantili, debiti di riconoscenza, compensazioni, destini e programmi familiari che possono continuare a ripetersi attraverso le generazioni.

    A volte ripetiamo una paura.

    Una relazione.

    Una rinuncia.

    Un fallimento.

    Un modo di amare, di soffrire, di scegliere.

    A volte crediamo di stare scegliendo e invece stiamo ancora rispondendo a qualcosa che viene da molto più lontano.

    È anche attraverso la ripetizione e la reazione che la Matrix conserva il proprio potere.

    Per questo guarire non significa soltanto stare meglio.

    Guarire significa diventare più liberi.

    Ogni volta che trasformiamo una ferita, riconosciamo un irretimento, portiamo alla coscienza una fedeltà o un programma transgenerazionale, diminuisce il potere della ripetizione e aumenta lo spazio della scelta.

    È qui che, nel linguaggio Crearmonico, parlo di innalzamento della frequenza.

    Non qualcosa da ottenere attraverso formule o scorciatoie spirituali, ma la conseguenza di un processo:

    meno paura, meno reazione, meno ripetizione.
    Più presenza, più libertà, più coscienza.

    Alzare la frequenza significa allora diventare progressivamente meno disponibili ai programmi che continuano a riportarci dentro ciò che è già stato.

    Togliere potere alla Matrix per restituirlo alla Coscienza.

    E ancora una volta questo lavoro, apparentemente nuovo, ci riporta al cuore di ciò che faccio da sempre attraverso il Metodo Crearmonico e le Costellazioni Familiari Crearmoniche:

    rendere visibile ciò che agisce invisibilmente,

    riconoscere ciò che si ripete,

    trasformare ciò che ci trattiene,

    passare dalla reazione alla scelta, dalla ripetizione alla possibilità.

    Perché forse il risveglio non comincia quando riusciamo a vedere mondi straordinari.

    Comincia quando smettiamo di guardare questo mondo soltanto attraverso le nostre ferite e i programmi del nostro passato.

    Quaresima - Luna calante - Ritirarsi...

    Perchè proprio dal 22 al 27 febbraio?
    Non è la prima volta che mi accade.

    Scelgo le date di un seminario incontrando semplicemente le disponibilità del calendario e soltanto dopo, quando comincio a guardarle davvero, scopro quanto siano perfettamente intrecciate con il lavoro che sta nascendo.

    Forse non è un caso che il sottotitolo del mio libro sull'esperienza con Michele Arcangelo sia

    Inseguendo segni, sogni e farfalle.

    Ho imparato a prestare attenzione a queste coincidenze.

    Non necessariamente per interpretarle, ma per accorgermi quando qualcosa sembra comporre un disegno che prima non potevo vedere.

    È successo di nuovo con Da Matrix alla Coscienza.

    L'intensivo comincerà il 22 febbraio 2027.

    Il giorno precedente, 21 febbraio, sarà la seconda domenica di Quaresima: nella tradizione cristiana è la domenica della Trasfigurazione.

    E la Trasfigurazione porta con sé un'immagine straordinariamente vicina al nostro lavoro:

    non diventare qualcosa di diverso, ma rendere visibile ciò che era già presente e che prima non riuscivamo a vedere.

    Ma non finisce qui.

    Proprio il 21 febbraio la Luna raggiungerà il plenilunio.

    Quando il 22 febbraio inizieremo il nostro lavoro, la Luna avrà quindi appena cominciato il suo movimento calante.

    E ancora una volta ritrovo qualcosa che appartiene profondamente a questo percorso:

    togliere, togliere, togliere.

    Non continuare ad aggiungere qualcosa per diventare altro.

    Togliere ciò che copre.

    Ciò che distrae.

    Ciò che appartiene alle vecchie immagini di noi.

    Ciò che continua a trattenerci dentro ciò che siamo stati.

    Anche la Quaresima porta con sé l'immagine del deserto, dell'essenzialità, della sottrazione, dell'attraversamento.

    E così, quasi senza averlo cercato, sulla soglia di questi sei giorni si incontrano:

    il Plenilunio,
    la Trasfigurazione,
    la Quaresima,
    la Luna che comincia a calare.

    Il pieno prima di lasciare andare.

    La possibilità che qualcosa diventi finalmente visibile.

    Il progressivo spogliarsi di ciò che non è più necessario.

    Forse per andare oltre la realtà conosciuta non abbiamo bisogno di diventare qualcosa di nuovo.

    Forse abbiamo bisogno di togliere abbastanza da poterci rivedere.

    E tornare a ciò che siamo.

    Dove ci spingeremo

    6 giorni di sperimentazione ed esplorazione

    Esiste una struttura, esistono temi che so di voler attraversare, strumenti che preparo e direzioni che riconosco.

    Ma lascio sempre degli spazi aperti.

    Perché ho imparato che il sottile e l'invisibile non comunicano tutto immediatamente.

    Si rivelano poco alla volta.

    Il campo comincia a formarsi ancora prima che il gruppo si incontri e, nella mia esperienza, si modifica ogni volta che una nuova persona decide di partecipare.

    Arriva una storia.

    Una genealogia.

    Una domanda.

    Una ferita.

    Un'intenzione.

    Un modo unico di percepire.

    E il campo non è più esattamente quello di prima.

    Per questo non voglio decidere oggi tutto ciò che dovrà accadere in quei sei giorni.

    Una parte del viaggio la conosco.
    Una parte la preparerò.
    Una parte nascerà dal gruppo.
    E una parte voglio lasciarla all'invisibile.

    È il modo in cui conduco da sempre: ascoltare ciò che emerge, riconoscere quando qualcosa chiede di essere approfondito e permettere al lavoro di trasformarsi insieme alle persone che lo stanno attraversando.

    Sarà un viaggio che faremo tutti insieme, in relazione con il campo e con l'invisibile.

    Ci sono però territori che so già che entreranno nella nostra esplorazione.

    ADDOTTI ED ESPERIENZE DI CONTATTO

    Entreremo nei racconti di chi riferisce esperienze di abduction o di contatto, nelle ricorrenze, nelle immagini, nelle memorie e negli interrogativi che queste esperienze aprono.

    Non partiremo dalla necessità di credere o di negare.

    Partiremo dall'esplorare.

    IMPIANTI, INTERFERENZE E PROGRAMMI CONDIZIONANTI

    Affronteremo il tema degli “impianti” e delle interferenze nelle diverse interpretazioni che ne vengono date, ma allargheremo immediatamente la domanda:

    quanti programmi agiscono dentro di noi senza che sappiamo di esserne condizionati?

    Programmi personali, culturali e familiari. Irretimenti e fedeltà invisibili. Automatismi, memorie e reazioni che possono continuare a ripetersi attraverso le generazioni.

    Perché prima di cercare Matrix fuori di noi, dobbiamo imparare a riconoscere le matrici che agiscono dentro di noi.

    OLOGRAMMI, CAMPO E INFORMAZIONE

    Esploreremo l'ologramma come immagine e modello attraverso cui interrogarci sul rapporto tra parte e tutto, individuo e sistema, informazione e campo.

    Che cosa cambia quando smettiamo di considerarci unità isolate e cominciamo a osservare le relazioni invisibili nelle quali siamo immersi?

    PERCEZIONI NON ORDINARIE

    Intuizioni, immagini, informazioni che sembrano emergere dal campo, sincronicità, remote viewing ed esperienze che sembrano oltrepassare i cinque sensi.

    Non soltanto ne parleremo.

    Proveremo a sperimentare.

    Creeremo situazioni nelle quali osservare la nostra percezione, ridurre alcuni stimoli esterni, entrare maggiormente nell'interiorità e imparare, per quanto possibile, a distinguere ciò che percepiamo da ciò che immaginiamo, interpretiamo o ci aspettiamo di percepire.

    IL VISIBILE E L'INVISIBILE

    UAP, fenomeni anomali, esperienze di contatto, coscienza, tempo, campo, percezione e tutto ciò che sembra collocarsi ai margini della realtà conosciuta potranno entrare nel nostro lavoro.

    Non per costruire un nuovo sistema di credenze.

    Ma per continuare a fare ciò che appartiene profondamente al lavoro Crearmonico:

    osservare il campo, riconoscere i programmi, guarire le ferite, attraversare le soglie e ampliare la nostra capacità di percepire.

    Non so oggi tutto ciò che accadrà in quei sei giorni.

    E non voglio saperlo.

    Perché se vogliamo davvero lasciare uno spazio al nuovo, dobbiamo anche lasciare uno spazio vuoto nel quale il nuovo possa entrare.

    Contattami per
    maggiori informazioni!