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IL 3° PERMESSO: DALL'AUTO-SABOTAGGIO all'AUTO-REALIZZAZIONE

ONLINE dal 27 al 29 Marzo. ZOOM

  • COSTELLAZIONIPERMESSOFUTURO

DAL CUORE DELL'UNIVERSO CREARMONICO DELLE COSTELLAZIONI FAMILIARI DI ALBA SALI
3 giorni online per entrare nel cuore del 3° Permesso

Insegna al tuo corpo
Alla tua mente
Alle tue emozioni
A non temere il successo
mentre impari a viaggiare verso e dentro il FUTURO!

Senza esserne consapevole
ogni giorno costruisci il tuo futuro
perché la tua macchina interiore della manifestazione
è sempre in movimento:

ciò che pensi, ciò che senti, ciò che immagini
traccia sentieri invisibili che poi diventano realtà.

Quando non riconosci questa forza che opera dentro di te
accade che nel momento in cui il futuro arriva
ti sembra estraneo o pericoloso
e lo osservi come se non ti appartenesse,
a volte lo respingi
a volte lo rifiuti
come se non ti appartenesse.

Eppure il futuro che incontri
parla sempre di te.

Quando non lo riconosci,
non è il futuro a mancare
ma la conoscenza profonda di te stesso.
I movimenti più intimi della tua anima,
la storia genealogica che ti parla
le esperienze della tua vita
ti hanno tanto forgiato quanto limitato.

Il Terzo Permesso della Linea del Tempo
si apre proprio qui:
nel passaggio dall’ostacolo alla benevolenza,
dal giudizio alla fiducia.

È il permesso è il passaggio
che ti porta dall'auto-sabotaggio all'auto-benevolenze
dall'auto-benevolenza all'auto-realizzazione

WEBINAR GRATUITO: presentazione del 3°Permesso

✨🔗 25 Febbraio: Entra nel webinar gratuito
Presentazione e introduzione del corso
https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_rmuOhB_HSjKXh0CPno3Mwg

Come nasce il 3°Permesso

Stavo per tenere quella che sentivo come la mia prima vera conferenza importante: per la prima volta avrei parlato del mondo crearmonico davanti a centinaia di persone. Credevo di essere pronta, credevo di essere tranquilla. E invece accadde qualcosa che mi obbligò a fermarmi e a guardarmi più a fondo.
Nel giro di tre giorni, per ben tre volte, la mia mano destra si “incidentò”: urti improvvisi, colpi inspiegabili, fino a rendermi quasi impossibile muoverla, e con l’ultimo colpo persi anche l’unghia dell’anulare.
Non potevo più ignorarlo, qualcosa stava parlando attraverso il corpo. La risposta arrivò chiara, senza rumore: avevo paura. Ma non la paura che mi sarei aspettata. Sapevo di stare per compiere un gesto che sfidava apertamente le accuse, la svalutazione e gli ingrati pronostici sulle mie capacità con cui ero stata allevata da mia madre e, più in generale, dal matriarcato della mia famiglia.
Eppure non era solo questo. Dentro di me si muoveva qualcosa di più sottile e più profondo: una sensazione di disagio, di essere fuori posto, di non avere diritto.

Così per la prima volta, compresi che quella paura non arrivava soltanto dalla mia famiglia.
 Questa volta ero io. Ero io che non mi concedevo di salire su un piedistallo che improvvisamente sentivo di non meritare, di non essere degna di occupare;
ero io che non volevo accedere a più Luce degli altri.

In quel momento vidi con chiarezza di essere entrata in una fase di auto-sabotaggio: la mano destra – la mano del futuro – urtata ovunque, ferita, dolente, stava rallentando il mio passo e allo stesso tempo mi stava punendo. Il corpo non mentiva.
Da lì iniziò un lavoro profondo e paziente, un lavoro che ancora oggi mi accompagna e mi nutre ogni giorno.
È in questo processo che nasce il Terzo Permesso, il più delicato, il più temuto, il più trasformativo e il più spirituale di tutti: il Permesso alla Luce a beneficio dell'intera linea del tempo.

 

La felicità che viene dal futuro

LA FELICITÀ CHE VIENE DAL FUTURO
Ognuno di noi aspira in modo spontaneo e legittimo a diverse forme di realizzazione: sentimentale, familiare, professionale, sociale.

Tuttavia, il cammino verso la felicità che ogni realizzazione promette chiede sempre il confronto con tutti e tre i passaggi della Linea del Tempo: passato, presente, futuro.

Quando si giunge al Terzo Permesso, diventa necessario disporsi a una conoscenza più profonda di sé e ad accettare di spingersi oltre, entrando in una dimensione più intima e spiritualità.
Molte persone, dopo aver lavorato sul Primo Permesso, legato all’albero genealogico, e sul Secondo Permesso, connesso alla famiglia d’origine, tendono a sottovalutare questo ultimo passaggio, convinte che, in assenza di ostacoli esterni, il desiderio di realizzazione sia di per sé sufficiente a condurre alla meta.

La mia esperienza suggerisce invece che questo spazio di auto-benevolenza è uno dei più difficili da raggiungere e, allo stesso tempo, uno dei più affascinanti da attraversare, perché porta con sé un profondo potere di trasformazione della vita e dell’anima. Più di ogni altro, questo Permesso costringe chi desidera realizzare la propria felicità a confrontarsi con la conoscenza della propria mente, con le sue dinamiche inconsce e con i propri schemi di auto-sabotaggio, fino a toccare l’essenza stessa del nostro essere umani e il potere creativo di cui ciascuno di noi, crescendo e maturando, diventa responsabile e artefice.

Cosa faremo

COSA FAREMO

  • Tutto sui 3Permessi della linea del tempo
  • Rintracciare il blocco personale al 3°Permesso: il cuore dell'autosabotaggio
  • Salvare se stessi per salvare il mondo
  • Le credenze limitanti e quelle edificanti
  • Tecniche per modificare le credenze limitanti
  • La macchina inconscia che rende realtà tutto ciò che "sente": conoscere la macchina, intervenire e costruire i propri sogni.
  • Conoscere la differenza tra ego e anima: l'allineamento alla volontà superiore
  • Accenni alla Vision
  • La Visione è l’ispirazione motivante degli uomini, il motore propulsivo e anche l’unica capace di aprire le porte di quel qui e ora fatto del paradiso della vita sempre aperto per tutti.
  • E non ultimo, i speciali rituali crearmonici e i mantra del futuro

 

Mantra crearmonico del futuro: La meta

Dalla Carta Crearmonica N. del 3°Permesso

INFO Costi - Iscrizioni - Cancellazioni

💰INFO COSTI
Il costo del corso di 3 giorni via zoom è di 430 euro con attestato di qualità&competenza e specifica di 72 ore di formazione che possono essere convertite in crediti formativi dalle varie associazioni di categoria professionale.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

  • Partecipanti esterni alla formazione: € 430
  • Ex studenti ultima formazione diritto a ripetere il corso
  • Ex studenti (formazioni precedenti): da concordare insieme

✍️ INFO ISCRIZIONI
Essendo noi un ente formativo iscritto all'associazione di categoria professionale FedPro e Unicounseling, al momento dell'iscrizione vi chiederemo di firmare la solita legge sulla privicy e il consenso informato.
Inoltre, i partecipanti si impegnano a sottoscrivere anche un impegno di non divulgazione. Il materiale di Alba Sali è protetto da copyright, le sue pratiche sono iniziatiche e come tali vanno salvaguardate a beneficio del loro potere d'aiuto per le persone. 

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INFO CANCELLAZIONI
In caso di cancellazione non sono previsti rimborsi; in caso di impossibilità a partecipare, la quota potrà essere spostata su un altro Seminario o corso del 2026 che non sia nè di costellazioni di gruppo nè di costellazioni individuali.

Attestato e Crediti formativi

ATTESTATO E CREDITI FORMATIVI
Questo corso/modulo formativo crearmonico rilascia Attestato di Qualità & Competenza FedPro e Unicounseling di “Operatore del 3°Permesso del FUTURO" e 72 crediti formativi.

Il 3°Permesso: l'evoluzione delle costellazioni familiari sistemiche

Il terzo varco, o 3° Permesso, segna una differenza sostanziale e non solo metodologica tra le Costellazioni Familiari Crearmoniche e le Costellazioni Familiari sistemiche così come si sono diffuse a partire dal lavoro di Bert Hellinger.
L’introduzione dei tutti varchi, ma nello specifico quello che riguarda il “mondo che sarà”, introduce un’estensione del campo che non si ferma alla continuità dei membri della famiglia, ma attraversa l’intera linea del tempo, includendo consapevolmente il futuro come dimensione attiva del lavoro.

 

Nelle costellazioni classiche il sistema viene osservato prevalentemente nella sua struttura orizzontale: appartenenza, ordine, compensazione, fedeltà invisibili e irretimenti che legano i discendenti alle storie irrisolte degli antenati; il movimento tende a riportare pace al passato affinché il presente possa respirare, ma raramente viene riconosciuto al singolo individuo un ruolo creativo esplicito rispetto a ciò che deve ancora accadere. La sistemica crearmonica, invece, nasce quando il lavoro genealogico non viene considerato conclusivo ma preparatorio, perché dopo aver onorato l’albero e riallineato la famiglia d’origine emerge una domanda ulteriore: chi guida ora il tempo che viene?

Il Terzo Permesso risponde a questa domanda introducendo una sistemica del tempo, non più limitata alla ripetizione delle memorie, ma capace anche di dialogare con la Vision, intesa non come desiderio mentale, ma come chiamata realizzativa.

In questo senso il lavoro non si esaurisce nel riconoscere ciò che è stato, ma si completa nell’assunzione di responsabilità verso ciò che vuole nascere attraverso quella persona. Qui si apre una distanza chiara rispetto al mondo delle costellazioni hellingeriane più diffuse, che negli anni hanno progressivamente accentuato un’impostazione deterministica, talvolta fatalista, in cui l’individuo rischia di restare spettatore di forze più grandi di lui o di piegarsi a un ordine vissuto come immodificabile.

Il 3°Permesso ribalta questa postura senza negare l’ordine: lo attraversa, affermando che la fedeltà più alta non è la ripetizione, ma la realizzazione. La sistemica crearmonica non chiede al soggetto di “stare al suo posto” rinunciando alla propria spinta vitale, ma di diventare il guardiano consapevole della soglia tra ciò che è stato e ciò che può essere, riconoscendo che il futuro non è un territorio vuoto o minaccioso, bensì una risorsa che già dialoga con il presente. In questa estensione temporale il sistema non è più soltanto la famiglia, ma la vita intera nella sua continuità verticale, e l’essere umano non è più solo colui che porta un destino, ma colui che lo autorizza a compiersi.

È qui che le Costellazioni Familiari Crearmoniche si distaccano definitivamente da una visione puramente riparativa e si configurano come un lavoro evolutivo: non solo guarire il passato e pacificare le relazioni, ma imparare a stare nel tempo come soggetto attivo, capace di scegliere, di procedere e di dire sì alla propria Vision – alla missione della propria anima - senza più chiedere permesso alla paura, al senso di colpa o alla storia irrisolta.

Il Prof. Paolo Ricca scrive sul 3° Permesso

Scrive il Prof. Paolo Ricca
Premessa:
Il testo che segue è l'introduzione del Prof.Paolo Ricca scritta per il 3°Varco del libro "L'Universo Crearmonico delle Costellazioni Familiari" Edito da Edizioni Mediterranee.

Il terzo varco di questo libro, che mi è stato offerto di leggere, direi che realizza pienamente l’intento di essere una fonte d’ispirazione spirituale sufficiente per infondere forza e speranza e per avvicinare le persone alla conoscenza di se stessi.

Queste pagine sono scritte senza dubbio in un linguaggio d’ispirazione e di convincimento; è evidente che i contenuti espressi sono intimamente vissuti dall’autrice e che lei è dentro ciò che scrive, tutt’uno con le parole che pronuncia e questo è un pregio che negli autori non è affatto scontato. Ho riscontrato quindi una totale identificazione con il testo nel quale si manifesta una sorta d’insistenza, come un genuino desiderio di trasmettere e di essere ascoltato nel suo linguaggio immaginativo, metaforico, poetico e pieno di convinzione.

La fede è libertà, anche quella di diversi linguaggi i quali, trattando “delle cose di Dio e dell’uomo”, inevitabilmente ricorrono all’utilizzo di metafore e coerentemente a questo, nello scorrere del terzo varco, ne vengono suggerite tantissime.

Credo, almeno certamente per quanto concerne questa parte finale del libro, che per come essa è formulata, per il suo afflato poetico, anche nel senso migliore della parola, le immagini proposte, quindi le sue metafore, hanno il pregio di poter essere tradotte secondo i differenti linguaggi delle varie credenze.

Per le persone che hanno una fede precisa, partendo dalla loro formazione specifica, è naturale che certe affermazioni e costrutti ricorrenti nel testo abbiano un nome preciso; per un cristiano, e faccio questo esempio soltanto perché per me più familiare, è infatti istintivo identificare la Luce, citata tante volte, con la figura di Gesù di Nazareth.

Sotto il profilo della versatilità del messaggio del guardiano della soglia, bisogna dire che chiunque può immergersi nel suo significato poiché è sempre possibile tradurlo secondo la propria sensibilità, anche nel caso in cui non si abbia alcuna fede, perché sostanzialmente, anche se alla fine del varco si fa esplicita menzione di Dio, le parole del testo possono essere lette anche laicamente: ognuno, dunque, le farà sue a modo suo e nessuno leggendo potrebbe mai dire che ciò che è espresso non lo riguardi o lo lasci totalmente indifferente.

I contenuti presenti ruotano intorno a tre punti fondanti che, come linee guida, suggeriscono elementi di riflessione validi soprattutto per aiutare chi è affaticato dalla propria vita, demotivato o bloccato nei suoi progetti.

Il primo è certamente quello di avere sempre il coraggio di guardare dentro di sé. Un individuo, in qualunque situazione si trovi, tanto più se vive una fase di disorientamento, di mancanza o addirittura di assenza di orientamento, deve essere disposto a esplorare se stesso. Il confronto con il proprio io dà l’opportunità di affrontare il mistero che ciascuno costituisce per sé e di vedere quello che realmente c’è nell’interiorità, senza temere di trovare il nulla, il vuoto oppure un pieno confuso. Tante diverse situazioni si possono verificare, ma la cosa fondamentale è prendere del tempo, lavorando da soli o accompagnati da qualcuno di cui ci si fida, per esplorare il proprio cuore e se stessi provando a rispondere alla domanda “Chi sono io?”.

Il secondo punto fondamentale è trovare il coraggio di scegliere, di prendere la propria decisione ogni volta che si è posti di fronte a possibili alternative. L’autrice lo esprime chiaramente quando dice che la vita di ognuno è fatta di scelte; ciascuno deve decidere sempre che cosa fare davanti a un problema, a una sensazione, a un progetto, a una proposta. A tal proposito viene citata anche la Bibbia, precisamente il libro del Deuteronomio al capitolo 30; nel brano ‘drammatizzato’, rivolgendosi all’uomo, Dio dice: “Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male ... scegli dunque la vita perché tu viva e ti moltiplichi …”. Questo non significa altro se non che la vita di un uomo è sempre fatta di decisioni e che non ci si può accontentare di neutralità; non ci si può trincerare dietro a un ‘sicuro’: “non voglio prendere posizione”, “non voglio decidere”. La vita in sé comporta la scelta e con essa l’azione, che può essere per il bene, quindi per la vita, o per il male e quindi per la morte. Tirarsi indietro non è possibile.

Il terzo punto è riconoscere ogni creatura umana come essere in divenire. Lo scopo della vita è appunto quello di prendere consapevolezza di ciò che si è e di scoprire chi si vuole essere in un continuo processo in divenire che esprime la vera essenza dell’uomo. In questo senso possiamo identificare l’uomo alla ricerca di sé nel guardiano della soglia che, come ogni individuo di buona volontà, si assume la responsabilità di conoscere se stesso, di scegliere e di divenire, in un progresso continuo per essere migliore, più buono oppure, sempre nel linguaggio cristiano, Santo.

Concludo dicendo che l’autrice in questo terzo varco riesce sicuramente ad avvicinare gli uomini e le donne alla conoscenza di se stessi e così alla spiritualità. Il testo, infatti, è ovunque pieno di una ricchissima e sentita tensione dell’uomo verso Dio.

È proprio riguardo a questo esplicito ed evidente movimento dell’umano che protende al divino che sento di poter dare un contributo all’obiettivo psico-spirituale di AlbaSali aggiungendo la visione biblica di quanto Dio ha sempre fatto e fa ogni giorno per le sue creature, di quello che è per l’appunto il suo cammino verso l’uomo, il suo movimento nella nostra direzione. Dio ci incontra attraverso i sogni, le rivelazioni, le situazioni, le scelte, ma anche e soprattutto viene a noi con la sua Parola; nell’antico testamento, quando Dio parla a uno dei personaggi biblici, come per esempio ai profeti, è detto “La Parola dell’Eterno fu rivolta a …”

Nel Cristianesimo, tutta la dottrina dello Spirito Santo è la narrazione di quello che Dio fa per l’uomo e la Pentecoste[1] è proprio il simbolo di questo movimento divino verso l’umanità.

Nel piccolo poema che chiude il libro, La Crearmonica dell’Inchino alla Conoscenza, strofa per strofa l’autrice descrive la metafora dell’inchino come il momento più importante in cui i due movimenti, quello dell’uomo e quello di Dio, finalmente s’incontrano: l’uomo non è più solo nel suo cammino e ritrova la fonte della sua forza.

 

Paolo Ricca

 

Il Prof. Paolo Ricca (1936), illustre teologo valdese, è noto e stimato sia in Italia che all’estero. Ha studiato teologia prima presso la Facoltà Valdese di Roma, poi negli Stati Uniti per arrivare infine a conseguire il suo dottorato a Basilea.

Nel 1962 è stato consacrato pastore della Chiesa valdese.

È stato docente emerito di Storia della Chiesa e Teologia Pratica presso la Facoltà Valdese di Teologia di Roma e a tutt’ora insegna come professore ospite presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma.

Nel 1999 la Facoltà di Teologia dell’Università di Heidelberg gli ha conferito la laurea honoris causa.

Il suo nome viene conosciuto e apprezzato oltre gli ambienti accademici grazie alla sua presenza, da diversi anni, come gradito ospite della trasmissione radiofonica di Rai3 “Uomini e profeti” e in special modo in seguito al ringraziamento ufficiale di Roberto Benigni per averlo fortemente ispirato nel suo monologo sui dieci comandamenti.  Il monologo del noto attore e sceneggiatore trasmesso da Rai1[2], infatti, prende spunto da uno dei più bei libri sui dieci comandamenti scritto dal Prof. Ricca: Le dieci parole di Dio[3].

 

 

 



[1] La festività della Pentecoste, che dal greco antico vuol dire cinquantesimo, ricorda e celebra la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli riuniti insieme nel Cenacolo, avvenuta cinquanta giorni dopo la risurrezione di Cristo.

 

[2] I dieci comandamenti, spettacolo di Roberto Benigni andato in onda su Rai1 il 15 e 16 Dicembre 2014.

[3] Ricca P., Le dieci parole di Dio, Brescia, Editrice Morcelliana, 1998.

 

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